martedì 9 febbraio 2016

Sudafrica - Itinerario di viaggio - Gennaio 2016



Sudafrica 2016 in fai da te


Con questo post illustrerò l'itinerario del nostro viaggio in Sudafrica con alcuni dettagli sugli spostamenti, sui costi, sugli alloggi e vi fornirò alcune utili informazioni per un fai da te in totale sicurezza e libertà. Per riuscire in così poco tempo ad ammirare il maggior numero di habitat e quindi diversificare al meglio le tipologie di paesaggi da vedere abbiamo deciso di dividere il viaggio in due parti: la prima nell’entroterra sudafricano nei dintorni di Johannesburg, la seconda sulla costa intorno a Cape Town.

Atterrati a Johannesburg siamo partiti  in auto verso il Blyde River Canyon e abbiamo quindi raggiunto il Kruger National Park (entrando dal Gate di Phalaborwa) dove abbiamo pernottato per 3 notti (nei tre diversi rest camp di Olifant, Satara e Skukuza) e dal quale siamo poi usciti 4 gg dopo (dal Paul Kruger Gate) per poter rientrare a Johannesburg e prendere la mattina seguente il volo verso Cape Town. Da qui dopo un pomeriggio di relax in città e una notte di riposo abbiamo raggiunto, sempre in auto, la penisola del Capo diBuona Speranza e Boulders Beach. Il secondo giorno lo abbiamo dedicato alla scalata della Table Mountain e l’ultimo al West Coast National Park. La mattina del quarto giorno infine da Cape Town siamo saliti sul volo per tornare a casa! 



21 Gennaio 2016
Volo Ethiopian Airlane da Roma Fiumicino a Johannesburg con scalo di 1 ora ad Addis Ababa (costo circa 430 euro A/R).

22 Gennaio 2016
Arrivo a Johannesburg alle ore 13:00 e ritiro auto a noleggio per 6 gg (160 euro tutto compreso). Il viaggio inizia con una prima sosta nella località di Waterval Boven a 235 km da Johannesburg, dove ci ferimamo per una sola notte presso l' ACRA Retreat Lodge (50 euro con colazione). Se arrivate di pomeriggio vi consigliamo di fare questa tappa intermedia per raggiungere il Blyde River Canyon così da evitare di guidare per oltre 400 km consecutivi; fermatevi in questo posto ne vale davvero la pena e la mattina seguente avrete modo di raggiungere con più calma Graskop e poi il Canyon.



-Waterval Boven, ACRA Retreat Lodge-

23 Gennaio 2016
Riposati ed estasiati del panorama offerto dall’alloggio da Waterval Boven raggiungiamo Graskop (circa 135 km) e ci fermiamo a vedere le Mac Mac falls: da qui percorrendo prima la R534 e poi la R532 inizia la nostra visita al Blyde River Canyon.


-Graskop, Mac Mac falls-

Durante il percorso facciamo alcune soste mirate ai view point che offrono gli scorci più belli (The Pinnacle, Bourke’s Luck Potholese e Three Randavels) e decidiamo di pranzare al Boskombuis, "ristorante" delizioso sul fiume, molto suggestivo e con un panorama spettacolare!



-Blyde River Canyon, The Pinnacle-



-Blyde River Canyon, ristorante Boskombuis-



-Blyde River Canyon, Bourke's Luck Potholes-


-Blyde River Canyon, -


- Blyde River Canyon,Three Randavels -

A fine giornata dopo esser usciti dal Canyon e poco prima di Hoedspruit raggiungiamo il nostro alloggio, il Blyde River Wilderness Lodge (50 euro con colazione) dove dormiremo anche qui una sola notte. Posto strepitoso, inserito in una riserva privata dove potrete familiarizzare con i primi animali africani, la cena offerta di altissima qualità!


-Hoedspruit, Blyde River Wilderness Lodge-


24 Gennaio 2016
Dopo aver percorso 90 km raggiungiamo la cittadina di Phalaborwa dalla quale accediamo al Kruger National Park (4 gg nel parco 90 euro in due più il costo degli alloggi). Dal Gate di Phalaborwa infatti inizierà il nostro safari in fai da te che ci porterà a concludere la nostra prima gionata nel parco all’Olifant Rest Camp dove dormiremo una notte in un tipica costruzione africana denominata Hut. La sistemazione è essenziale e dignitosa ed è dotata di un bagno privato. Ceniamo nel rest camp, ottimo cibo a prezzi economici con una vista del fiume al tramonto davvero mozzafiato!








-Kruger National Park, Hut Olifant Rest Camp-



-Kruger National Park, Olifant Rest Camp-


25 Gennaio 2016
Levataccia mattutina per poter partecipare un tour in jeep con i ranger del parco (partenza alle 4 di mattina, durata 3 h per 15 euro a persona) scelta davvero azzeccata e che consigliamo perchè consente di vedere il parco in orari non accessibili in altro modo e di percorrere sterrati che solo i ranger sono autorizzati a percorrere.




 Kruger National Park,
 tour all’alba intorno all’Olifant Rest Camp-




-Kruger National Park, nei pressi dell’Olifant Rest Camp-

Rientrati all’Olifant raccogliamo le nostre cose e in fai da te ci avventuriamo in un safari che ci darà molte soddisfazioni in termini paesaggistici e di avvistamenti. Nel pomeriggio stremati dalla levataccia mattutina raggiungiamo il Satara Rest Camp dove dormiremo anche qui una sola notte in un Hut, stavolta munito anche di un angolo cottura. Cena nel rest camp, ottimo cibo a prezzi economici.




-Kruger National Park, Hut Satara Rest Camp-

26 Gennaio 2016
Altra giornata interamente dedicata al safari in fai da te che ci porterà all’ultimo alloggio all’interno del parco situato nello Skukuza Rest Camp.


 -Kruger National Park, tra Satara e Skukuza Rest Camp-


  -Kruger National Park, tra Satara e Skukuza Rest Camp-



Per rilassarci un po’ e ottimizzare il tempo scegliamo di avvalerci ancora una volta di un tour in jeep con i ranger del parco, ma stavolta scegliamo quello che si svolge al tramonto (partenza ore 16.30, durata 3h costo 15 euro a persona), nella speranza di vedere animali ancora non avvistati come il rinoceronte bianco che ha fatto la sua comparsa proprio al termine del nostro tour! ;)


  -Kruger National Park, Skukuza Rest Camp-


-Kruger National Park-
 tour al tramonto intorno allo Skukuza Rest Camp


Volevamo concludere il safari in modo memorabile e così è stato, visto che per quest’ultima notte abbiamo scelto di dormire nell’area camping in una tenda con bagni in comune! La cena nel rest camp di Skukuza poi ha suggellato questa meravigliosa avventura nel migliore dei modi: carne deliziosa, vino paradisiaco (come tutti quelli fin qui assaggiati!) ristorante di ottimo livello a prezzi sempre contenuti.


-Kruger National Park, alloggio Skukuza Rest Camp-


27 Gennaio 2016
Soddisfatti del nostro primo safari, e per giunta in fai da te, usciamo dal Kruger National Park attraverso il Paul Kruger Gate e con la macchina fagocitiamo 450 km di strada per tornare a Johannesburg e arrivare al nostro alloggio, l’AERO Lodge, vicinissimo all'aeroporto ci accoglierà per l’ultima notte nell’entroterra sudafricano (50 euro con colazione).


28 Gennaio 2016
La costa e l’oceano ci attendono! Con un volo interno raggiungiamo Cape Town (35 euro solo andata a persona), ritiriamo l’automobile noleggiata per 4 gg (125 euro tutto compreso) e puntiamo direitti verso Il Westin Cape Town, l’alloggio che ci ospiterà per l’intero soggiorno in questa città (4 notti). Stanchi ci concediamo un pomeriggio di relax in centro, con una splendida passeggiata al tramonto sul lungomare e una visita al Victoria & Alfred Waterfront, Qui ceniamo in un ristorantino di pesce un po’ dozzinale, l’Ocean Basket, ma che offre comunque cibo di buona qualità a prezzi davvero irrisori!





29 Gennaio 2016
Giornata interamente dedicata alla visita della selvaggia e tanto narrata penisola del Capo di Buona Speranza. La strada fiancheggia meravigliose scogliere a strapiombo sull’oceano gelato e agitato dal vento inarrestabile e infinite spiagge si aprono davanti a noi e, anche se non è stagione,  riusciamo a vedere perfino una balena! Con il vento tra i capelli, baciati da un sole insistente a 30° gradi,  percorriamo in lungo e largo la penisola arrivando prima al Capo di Buona Speranza e poi a Cape Point dove si erge il famoso faro; da qui, percorrendo un breve sentiero, si raggiunge la punta più estrema a sud della penisola, da dove si gode una vista davvero unica! Sulla via del ritorno facciamo una puntatina a Boulders Beach, una baia dove vive una colonia di pinguini sudafricani.
Per concludere una giornata indimenticabile ci siamo concessi una cena altrettanto indimenticabile a base di pesce al Baja un ristorante di primo livello situato al Victoria & Alfred Waterfront, cibo e vino di primissima qualità, prezzi alti ma adeguatissimi alla proposta.



-Penisola di Capo di Buona Speranza-




-Capo di Buona Speranza-







 -Capo di Buona Speranza-


-Boulders Beach-


30 Gennaio 2016
Oggi per sgranchirci un po’ le gambe dopo aver viaggiato tanto in macchina in questi giorni decidiamo di scalare la Table Mountain seguendo un sentiero discretamente impegnativo, il Platteklip Gorge, che ci consente di arrivare in cima in circa 3 ore. Consigliamo di avventurarsi la mattina presto poichè è un percorso totalmente esposto al sole e in una giornata torrida come quella di oggi la fatica si è fatta sentire! Durante la salita incontriamo il nostro primo serpente velenoso e arrivati in cima gli squarci panoramic erano davvero fantastici e ci hanno tolto l’ultmo fiato rimasto! Dopo aver bevuto ettolitri di bevande per riprenderci un po’ siamo scesi con l’ausilio della cabinovia (7 euro a persona a tratta) e ci siamo concessi un pomeriggio nella piscina dell’hotel. Per cena abbiamo optato per il ristorante The Africa Cafè che offre un menù fisso composto da 18 specialità provenienti da diversi paesi africani; prettamente rivolto ai turisti offre cibo buono, ambiente in stile africano, musica e danze locali e se volete vi dipingono anche il viso!   



-Cape Town, Table Mountain-


-Cape Town, Table Mountain-


 -Cape Town, Table Mountain-




-Cape Town, The Africa Cafè-


31 Gennaio 2016
L’ultimo giorno decidiamo di visitare il poco battuto West Coast National Park che si trova a 90 km a nord di Cape Town.Un posto da vedere, paesaggi molto diversi da quelli già incontrati, dove dune altissime di sabbia bianca dividono l’oceano atlantico dalla macchia cespugliosa e bassa, composta prevalentemente da piante pioniere. Una sottile striscia di terra divide l’oceano da una lunghissima laguna interna turchina, habitat ideale di tantissime specie d uccelli migratori e anche di qualche ominide che decide di farcisi un bagno!
All’interno del parco c’è un piccolo ristorantino che si trova in una casa coloniale molto caratteristica, si mangia in giardino e qui servono ottimi piatti a base di pesce!
Rientriamo in albergo stanchi ma felici di aver completato il nostro viaggio con un’altra meraviglia della natura.  


- West Coast National Park-


 - West Coast National Park-



- West Coast National Park, laguna-


1 Febbraio 2016
Con gli occhi pieni di tante cose e tristi per la fine della vacanza ce ne rientriamo a casa con un volo da Cape Town con doppio scalo in Botswana e in Etiopia.

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venerdì 18 dicembre 2015

Istanbul - Dolci e dolcetti

Desideri zuccherosi








Chi arriva ad Istanbul e si intrufola nei suoi vicoli e mercati non può non esser tentato dai suoi meravigliosi dolci. Ci sono pasticcerie e banchi in ogni angolo della città che offrono golosissimi manicaretti a base di frutta secca e miele ed è davvero impossibile sottrarsi alla degustazione delle infinite varietà di dolci: ci sono i Lokum, morbidi cubetti che si mangiano in un solo boccone fatti di amido e zucchero aromatizzato alla frutta (limone, acqua di rose, melograno), 





oppure il Baklava composto da fogli di pasta fillo ripieni di pistacchi e noci tritate, il tutto addolcito con miele o sciroppo o ancora il Kadayıf composto da tanti spaghetti sottili si cuoce con il burro ed è guarnito con sciroppo caldo. A questi dolci fantastici si aggiungono inoltre i croccanti di frutta secca di ogni tipo, il pistacchio e le noci vanno per la maggiore, ma anche le mandorle non mancano.....





insomma per i più golosi non mancheranno di certo le occasioni per spaziare ed ovviamente non dimenticate di accompagnare i vostri spuntini con una buona e tradizionale tazza di Cay (Tè) turco!...





martedì 15 dicembre 2015

Istanbul - Street food


Street food 



Andare a Istanbul e limitarsi a mangiare cibo internazionale è un vero delitto. La sua storia millenaria e la sua posizione strategica tra oriente e occidente influenzano da sempre, e in modo significativo, la sua essenza rendendola una città estremamente poliedrica ed unica, una città tutta da scoprire! Questa eterogeneità di etnie e culture che da secoli si fondono, e coesistono più o meno pacificamente in questo luogo, si riflette ovviamente anche nel cibo che viene preparato in una varietà di forme, sapori e colori davvero infinite. 



Percorrendo i caotici vicoli del centro non si può non notare che lo street food rappresenta un elemento basilare della quotidianità di questa città: chioschi e piccoli negozietti offrono cibo a poco prezzo direttamente sulla strada e a qualsiasi ora del giorno. Troverete di tutto: Kebab di ogni tipo (carne di agnello, pollo o manzo che viene marinata e grigliata per poi essere servita al piatto o  dentro al panino accompagnata da cipolla e verdure), pesce fritto (consigliamo cefalo, sgombro, acciughe e calamari), pane e focacce (consigliamo vivamente di assaggiare per una sola lira turca i Sìmit delle ciambelle fragranti di pane al sesamo e le Gözleme ovvero enormi focacce cotte farcite con formaggio, patate, spinaci o carne macinata), frutta secca di ogni tipo proposta come complemento ai cibi salati o ingrediente di punta dei dolci locali (troverete croccanti per tutti i gusti, gelatine aromatizzate con vari tipi di granella e la famosa  e tipica Baklava, una sfoglia con noci e pistacchi imbevute in sciroppo di zucchero).



Una esperienza da non perdere è assaggiare per sole 8 lire turche il tipico e gustosissimo panino con sgombro e cipolla alla piastra cucinato direttamente su alcuni barconi attraccati sotto il ponte di Galata!

Ma dopo aver mangiato tante prelibatezze occorre pur bere qualcosa di locale! A parte spremute di coloratissimi e succulenti frutti (il melograno va per la maggiore), non potrà ovviamente mancare la bibita nazionale ovvero il Cay (The turco) 





da sorseggiare a qualsiasi ora del giorno e della notte e l’immancabile Kahve turco (caffè turco) davvero molto gustoso e aromatico! 



Per chi ama le emozioni forti invece (e il gusto della sambuca nostrana) potrà pasteggiare con il Raki che va diluito con l’acqua. Molto particolare e inconfondibile il sapore dell’Ayran, bibita schiumosa e salata a base di yogurt ottima alleata per contrastare i cibi estremamente piccanti!




E naturalmente per i più esigenti non mancano ristoranti di grande livello, che ripropongono piatti tradizionali della cucina turca, ma anche pietanze regionali di ottimo livello.



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